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Accendiamo l’erotismo

Il sesso è come una lampadina: 

  • puoi spostarla da una parte all’altra, 
  • avvitarla a una preziosa lampada di design o fine cristallo oppure a un semplice filo che penzola dal soffitto,
  • se potente riesce a illuminare anche ampi ambienti, 
  • non bisogna abusarne altrimenti si fulmina, 
  • può restituire luce fredda o calda.

Se però manca l’interruttore, si riduce a essere un semplice oggetto, neppure particolarmente bello e sostanzialmente inutile, su cui si accumula polvere.

Il sesso è un impianto elettrico, sì, ma assai diverso se l’utente appartiene al genere maschile o femminile.

 

Estremamente semplice, basilare, per l’uomo: interruttore – filo – lampadina, fine della storia. Click, si accende, click, si spegne, talvolta si fulmina ma basta sostituirla e il gioco è fatto. Dell’interruttore riesce persino a fare a meno: il suo impianto d’illuminazione spesso si riduce a una lampada da cantiere, essenziale ma assai efficace, oppure a una torcia a pile. Click, si accende, assolve al compito per cui è concepita, ri-click, finito, scivola nella cassetta degli attrezzi e tanti saluti.

E per la donna? Tutt’altra storia. Prima di arrivare a far accendere la lampadina l’impulso deve imbroccare percorsi assai complessi e sofisticati. Un impianto che si snoda fra canali e cavi nascosti, che compiono complessi tornanti fra l’interruttore e la lampada stessa; e se sbagli il tocco, va in corto circuito e ti molla al buio.

L’interruttore è essenziale: la progettista donna è attenta ai dettagli e ama il mistero. Non aspettarti di trovarlo facilmente, là dove sarebbe ovvio fosse. No, lei lo maschera abilmente in un raffinato oggetto prezioso e lo nasconde nei posti più impensati e impensabili (o almeno tali per la mente assai più lineare di un uomo!. Lineare? Obietterà qualcuna fra voi. E allora eccovi accontentate: più semplice. Così va meglio).

Ma non basta: lei non si limita ad averne uno, sarebbe troppo facile; no, gli interruttori sono molteplici, sparsi in tutta l’immensa stanza anche nei punti più insospettabili, collegati e interagenti fra loro attraverso invisibili grovigli. Una stimolante caccia al tesoro, non c’è che dire! Trovali o resterai al buio.

Ma ora che ne hai scovato almeno un paio, trionfante e sudato come un lottatore di sumo, ti aspetti di poterti finalmente godere un’illuminazione degna di una discoteca anni ’70, stile quella della Febbre del sabato sera di Travolta, e invece no! Niente.

Avete presente quegli speciali marchingegni che producono un’accensione ritardata? Temporizzatori dovrebbero chiamarsi. Ecco, lei ne fa ampio uso. Click … non succede nulla. Come mai? C’è qualche guasto nell’impianto? Macché! Il fatto è che devi attendere che l’impulso attraversi tutta la rete di complessi circuiti e poi, in un ritmo graduale che assomiglia a una sublime musica in crescendo, si traduca in luce. Se ti va bene e non hai commesso errori, ovviamente.

Insomma, mi sembra di essere la maestra dell’asilo che racconta di api e fiori; voi però siete grandini, e allora, malgrado la metafora abbia sempre un suo buon impatto, beccatevi qualche serio consiglio per stimolare il rapporto.

Voglio spingermi anche oltre, per onestà intellettuale e giustizia sessuale ed etica: non poniamo limiti e superiamo il concetto di “rapporto = lei + lui”. La sessualità è un meccanismo ad ampio raggio nel quale l’appartenenza all’uno o all’altro sesso è basilare ma non limitativa. Parliamo allora piuttosto di personalità che si fondono e cercano in quella fusione equilibrio.

In un rapporto a due che si traduce in atto sessuale si determina sempre e comunque un gioco di ruoli; il segreto per la buona e soddisfacente riuscita consiste proprio nel non cristallizzarli ma saper compenetrare l’uno nell’altro.

L’interruttore rappresenta l’accesso, il punto di partenza: sbagliato ridurlo a quello che, con un’espressione assai asettica e un po’ burocratica, passa sotto il nome di “preliminari”. In genere quello che fra i due è più “carnale”, lo identifica con una sorta di atto sessuale in altra forma, senza penetrazione ma circoscritto al sesso, al luogo fisico sesso. Insomma, per rientrare nella metafora, agisce un po’ come se per accendere la lampadina cercasse di forzarne l’avvitatura. 

Nel corpo vi sono miliardi di recettori che mettono in contatto cervello ed eccitazione; si trovano ovunque e forse perché spesso trascurati o addirittura ignorati, la loro capacità ricettiva è altissima. Capelli, schiena, mani, polpastrelli, viso, palpebre, voce … saper indugiare su di essi è una vera e propria arte del sesso più estremo. 

 

Spesso le coppie cercano stimoli di forte impatto trasformando la camera da letto in una succursale di un sexy shop. Niente da dire, anzi! Le cinquanta sfumature possono certamente produrre arcobaleni indimenticabili.

Però non per tutti è così; la tutina di lattex non sempre calza bene e talvolta provoca pure una sorta di virtuale allergia! Sta dunque a voi capire come si accende la lampadina del vostro partner, e pure come tenerla accesa senza fulminarla.

Il discorso “erotismo” è tuttavia materia spesso ostica all’autogestione e a forte rischio danni; la psicoterapia o comunque un colloquio con il tuo psicologo di fiducia (che modestamente sarei io!) può seriamente aiutarti evitando il rischio di eventuali corto circuiti.

Comunque ricorda una cosa:

i “grattini” spesso sortiscono effetti più estatici del frustino!

Buoni grattini allora, e buon vento!

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CONSIGLI DI LETTURA:

F. Piccirilli – Faccia un bel respiro e dica “sesso” – 27.10.2018

F. Piccirilli – Rispetta l’ambiente: fai l’amore – 13.10.2018

F. Piccirilli – Dottore, ho la “sessuolite” – 24.06.2017

 

Federico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta

Terapie Brevi

Terapia a Seduta Singola

Ricevo a Monterotondo, Fonte Nuova e Online

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