L’arrivo dei primi venticelli più algidi, le temperature che la sera si abbassano, il cielo plumbeo: orizzonti autunnali che ci conducono a quell’ancestrale richiamo al letargo. Il letto in autunno diventa un luogo più ospitale, ma non per tutti, perché a volte il sonno può divenire un problema.

Molte persone che incontro nel mio studio di Monterotondo od Online, mi raccontano della loro insonnia e mi dicono di averle provate tutte, ma il risultato è stato solo un marcato paio di occhiaie. 

Alcune persone mi dicono che quando arriva il momento di addormentarsi non riescono a prendere sonno, rimangono sveglie spesso per ore fissando il soffitto o pensando e riflettendo, fin quando il sonno le coglie, spesso in grande ritardo rispetto al momento in cui, la mattina dopo, dovranno alzarsi. Altre invece non hanno difficoltà ad addormentarsi, mentre il loro problema consiste nello svegliarsi una o più volte nel mezzo della notte e nel fare fatica a riprendere sonno. Infine altre ancora non hanno problemi ad addormentarsi e non si alzano durante la notte, ma tendono a svegliarsi con grande anticipo rispetto alla sveglia, spesso verso le 4 o le 5 di mattina, e non riescono più a riaddormentarsi.

A prescindere dai loro racconti di come si manifesta la loro insonnia, il massimo comun denominatore di questa problematica è solo uno: la frustrazione per il riposo mancato, il deperimento delle performance lavorative e sociali, il senso di stanchezza opprimente e la mancanza di energie durante la giornata. 

Per tale ragione le persone cercano in tutti i modi di riuscire a dormire, il problema, però, è che l’addormentamento è un fenomeno spontaneo, quindi è impossibile provocarlo in maniera volontaria. Chi ha l’insonnia, però, spinto dal necessario bisogno vitale del sonno, si sforza, con tutte le sue poche energie rimanenti, per addormentarsi. 

Usando una similitudine di Dubois, che dice che «Il sonno è simile al colombo, che viene a posarsi sulla nostra mano finché la teniamo immobile, ma che subito prende il volo quando cerchiamo di afferrarlo», puoi subito cogliere come il sonno non può essere evocato volontariamente. 

La terapia breve per l’insonnia si struttura come un intervento su più livelli, che ha come fine l’eliminazione dei fattori che contribuiscono a mantenere il problema. Infatti nella stragrande maggioranza dei casi queste situazioni vengono sbloccate sin dalle prime sedute del trattamento.

Perché a volte il buio della notte fa luce su troppi pensieri, perciò hai bisogno di essere accompagnato da una nuova favola della buonanotte, che ti accompagni verso il sentiero dei sogni d’oro.

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Buon vento 😉

Federico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta

Terapie Brevi

Terapia a Seduta Singola

Ricevo a Monterotondo (RM) e ONLINE

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