“… e vissero tutti felici e contenti”

Non so voi ma a me questa conclusione, anche da bambino, ha sempre lasciato un po’ di amaro in bocca.

Felici e contenti, ok, mi fa piacere, ma il segreto qual è? Nessuna favola ce l’ha mai detto.

Conosciamo per filo e per segno l’antefatto: la povera ragazza che fa perdere la testa all’erede al trono di turno, oppure la principessa che vaga per gli stagni sbaciucchiando rospi fino a che uno si trasforma in un piacione, il cavaliere che sfida draghi e malvagi pur di convolare a giuste nozze con la bella del paese.

Fino a qui tutto nella norma, o quasi. Poi arrivano le nozze, con banchetti e feste danzanti, e con essi la parola “fine” che stende un velo di mistero sul segreto della futura felicità della coppietta. Mi sorge un dubbio. E se il mistero fosse proprio legato alla consapevolezza dei protagonisti che dietro il sipario che si chiude inizia la vita vera?

 

Quando il rospo ha ormai rivelato la sua vera essenza, le carrozze sono tornate a essere zucche e i nanetti attivato la domanda di prepensionamento, la bella e il principe si ritrovano soli, con la baracca da tirare avanti, e l’unico folletto che entra a fare parte della loro vita è quello che aspira la polvere se lo attacchi alla corrente.

Se però la principessa continua a rimpiangere il rospo e il bel principe si rode il fegato perché lei indossa le ciabatte al posto delle scarpette di cristallo, ti ci voglio a far continuare la favola!

Tutto è bene quel che finisce bene, ma se non finisce è ancora meglio.

E allora, pur senza essere il terzo dei fratelli Grimm, proverò a darvi qualche dritta sui retroscena che le storielle hanno sempre taciuto, dieci semplici regole per carpirne il segreto.

REGOLA n° 1: LA CARROZZA

Oppure, per restare in ambito attuale, la bicicletta. L’hai voluta, ora pedala! Quando nasce un amore non esistono costrizioni di sorta; incontri una persona, la ami, decidi che con essa vuoi trascorrere il resto della tua vita. Può diventare faticoso, anzi è scontato che lo diventi, a volte, ma non devi permettere che la fatica abbia il sopravvento.

 

REGOLA n° 2: CENERENTOLA

Ecco, scordatela! Nessuna donna, moglie o compagna, deve trasformarsi nella tua personale colf. E neppure nessun uomo, sia chiaro! Secondo la favola essa da serva diventa principessa, tu non permettere che succeda il contrario.

 

 

REGOLA n° 3: LA MATRIGNA

Le suocere e tutto il parentado vanno presi a gocce e solo all’occorrenza; mai abusarne.

 

 

 

REGOLA n° 4: IL ROSPO

Ricorda che è solo l’amore che ti permette di vedere in esso un bellissimo principe. Rospo è e rospo resta, ma il vero amore è proprio nell’amarlo per quello che è.

 

 

REGOLA n° 5: LA TORRE

Butta le chiavi. L’amore non ammette catene e soffocando la libertà di chi ami non preserverai il rapporto ma piuttosto ne comprometterai gravemente la felicità. E poi tieni conto che qualche cavaliere di passaggio può sempre scalarla.

 

 

REGOLA n° 6: LA STREGA

C’è sempre qualcuno al quale la vostra felicità proprio non va giù, che intinge mele nel veleno per offrirtele su di un vassoio in argento. Tu ringrazia ma rifiuta educatamente. Puoi sempre dire che ti fanno venire l’allergia.

 

 

REGOLA n° 7: LE FORMICHINE

Ricordate cosa fanno gli animaletti per aiutare l’eroina di turno? Con tanta pazienza, briciola dopo briciola e chicco dopo chicco, si tirano su le maniche e si mettono al lavoro. A piccoli passi e con qualche sacrificio, rimanendo insieme, si superano anche gli ostacoli più gravosi.

 

 

REGOLA n° 8: PINOCCHIO

Nella vita reale non si allunga il naso, purtroppo, ma si sgretola la fiducia e nel rapporto a due si aprono sacche pronte a ospitare il sospetto.

 

 

REGOLA n° 9: IL BACIO

Onnipresente in ogni favola che si rispetti. È la più potente arma di autodifesa e un’autentica pozione magica: ha il potere di svegliare dall’oblio, trasformare gli scarafoni in semidei, annullare gli effetti del veleno, e resuscitare anche un amore che sembra morto. Baciatevi senza lesinare

 

E infine,

REGOLA n° 10: LA FATA

C’è sempre una fata in grado di aiutarti. Non è detto che abbia una folta chioma turchina e la bacchetta magica ma è possibile che ti si presenti con una bella crapa pelata e una comoda poltrona su cui accomodarti. Anzi, ti dirò di più: ultimamente la tecnologia permette addirittura che la magia si attui via Skype.

 

 

Ricorda che il vento, per quanto possa talvolta infastidirti, ha la capacità di portare via le nubi che preannunciano tempesta.

Buon vento.

 

Federico Piccirilli

Psicologo Psicoterapeuta

Terapia Breve

Terapia a Seduta Singola

 

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