ANGELI E DEMONI

Dai vetri della finestra del mio studio ho visto tanti piccoli mostriciattoli avventarsi tra le strade di Monterotondo, streghette e diavoletti, zombie e fantasmi. Una “terrificante” parata, piena di allegre risate e dolciumi. E’ stato subito chiaro che si trattava della festa di Halloween. 

E’ una festa antichissima, che è stata importata nel nostro paese, e non è un caso che abbiamo scelto di inglobarla nella nostra cultura, perché, forse, tra i mille significati che le hanno attribuito, potrebbe averne anche uno psicologico.

Halloween è una festività celtica, che si festeggia la notte del 31 ottobre. In origine si dice che le popolazioni celtiche, per esorcizzare la paura degli Déi del male, partecipassero a una festa, il Deathday in cui si mascheravano e si vestivano da scheletri, orchi, ragni, streghe, ecc.

Per quale motivo abbiamo importato una festa per esorcizzare la paura?

Quando si è piccoli la notte fa paura, perché si pensa che ci siano mostri nascosti sotto il letto. 

“Non esistono i mostri!”. 

Questa è una delle frasi che viene ripetuta più spesso ai bimbi, per rassicurarli.

Ma siamo davvero sicuri che i mostri non esistano?

Forse per gli adulti i mostri non esistono perché da grandi i mostri sono diversi e vengono chiamati con altri nomi: insicurezza, solitudine, rimpianti, ansia, incertezze. E’ stato così dalla notte dei Tempi e probabilmente continuerà ad essere così…

Quindi proprio questa inevitabilità della paura ci porta alla necessità di esorcizzarla, ma per far questo, come simbolicamente ci insegnano i Celti con la loro festa, dobbiamo “vestirci” dei nostri mostri, dobbiamo indossarli, sentirli come una seconda pelle, appropriarcene, viverli e soprattutto: GUARDARLI in faccia. 

In fondo in ognuno di noi si nasconde un mostro. No?

Sembra una frase spaventosa, eppure la parola mostro deriva dal latino “monstrum”, che significa “prodigio”, “cosa straordinaria”, “cosa contro natura che si mostra”.

Un’etimologia per nulla spaventosa, ma che, al contrario, indica qualcosa di potenzialmente utile ed invitante.

Ma perché dobbiamo affrontare i nostri mostri interiori anziché fuggirli?

E’ chiaro che i mostri non stanno sotto al letto, ma sotto ai mostri c’è un altro significato che va capito.

Quando identifichiamo le nostre paure, proprio in quel momento, diventiamo più vulnerabili. Ma dentro questa vulnerabilità si celano anche i nostri punti di forza, perché diventiamo anche consapevoli di cosa vogliamo davvero.

Siamo abituati a fuggire e a creare delle barriere. Come se nasconderci dietro a un sorriso cancellasse i mostri che ci tormentano. Eppure, così facendo, cercando di fuggire da ciò che temiamo invece di affrontarlo, alimentiamo le nostre paure.

Nell’oscurità i nostri mostri crescono e lottano per controllarci.

Anche gli antichi Sumeri avevano inciso su una tavola il motto: “La paura guardata in faccia si trasforma in coraggio, la paura evitata diventa timore… panico”.

Loro l’avevano capito migliaia di anni fa, invece l’uomo moderno tende a controllare tutto attraverso la ragione e la razionalità.

La paura mal gestita e incompresa ci paralizza, e può portarci a non tirare fuori il nostro vero potenziale. Ecco perché non dobbiamo nasconderci dai mostri, perché allontanandoli nascondiamo le nostre risorse. 

Ricordate? Monstrum significa “prodigio”, “cosa straordinaria”.

L’unica soluzione è dialogare con il nostro male, per compiere il nostro bene.

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Buon vento 😉

Federico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta

Terapie Brevi

Terapia a Seduta Singola

Ricevo a Monterotondo (RM) e ONLINE

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