Il piccolo principe

“L’essenziale è invisibile agli occhi”, suggerisce la volpe, e con questa frase sembra quasi suggerirci che bisogna spingersi oltre le apparenze per “vedere” davvero. E tu ci hai mai provato?

Antoine de Saint-Exupéry, l’autore del Piccolo Principe, non racconta una favola qualunque, ma una favola dal retrogusto filosofico e psicologico, che seduce gli adulti, me compreso. Piccole perle di saggezza spuntano un po’ ovunque inducendo una riflessione sul senso della vita e sul valore dell’amicizia e dell’amore. 

Il viaggio del  Piccolo Principe dura un anno, il tempo giusto affinché egli comprenda cosa prova per la rosa, che inizialmente definisce un po’ scorbutica.  Attraverso i consigli della volpe, “se vuoi un amico addomesticami”. Solo attraverso lo spirito riesce a percepire la singolarità delle persone, perché “l’essenziale è invisibile agli occhi”. Ma cosa significa?

Il piccolo principe sulla poltrona dello psicologo

Il libro inizia con il ricordo e la sensazione di fallimento sperimentata dal pilota all’età di 6 anni, fallimento che lo fa rinunciare al suo sogno: decide di abbandonare una delle sue più grandi passioni, il disegno. Il pilota è ormai adulto, ma non ha dimenticato il se stesso bambino, egli conserva il disegno “per non dimenticare, giustamente, a che punto la mancanza d’immaginazione degli adulti potesse essere grande e scoraggiante”. 

Il Pilota me lo immagino sulla poltrona del mio studio di Monterotondo o durante una terapia online, me lo immagino che mi racconta di nessuno che in passato ha mai capito il suo disegno, che non rappresenta un cappello, ma un boa che mangia un elefante. Infatti troppo spesso “i grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano di spiegargli tutto ogni volta”, gli adulti non capiscono le fantasie dei bambini e ciò è motivo di forte sofferenza per loro.

Ma, magari, all’appuntamento successivo mi immagino che entrino il protagonista e la volpe, magari per una terapia di coppia: quest’ultima, infatti, ha rivelato come “le amicizie possono essere tante, ma sempre uniche”, l’incontro tra i due è un trattato sull’importanza dei legami nelle relazioni umane. Un amico non è una persona uguale a tutte le altre.

“Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo. Se tu vieni , per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Con il passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, inizierò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.

Il Piccolo Principe si guadagna la fiducia della volpe andando a trovarla tutti i pomeriggi, stabilendo un rito. Infatti è proprio il ripetersi di questo modello di interazione che assicura che esiste lui, che esiste l’altro e che esiste la relazione

Legami che legano e che slegano

Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Questo ad oggi nei legami e nelle relazioni è ciò che più spaventa: la responsabilità del rispetto dell’altro all’interno della relazione e la paura che questa responsabilità limiti la nostra libertà, quando siamo noi in realtà a limitarla a causa delle nostre paure più nascoste.

La rosa che vive sull’asteroide B612 è delicata e molto esigente, le cure e la protezione del Piccolo Principe sono quelle che le permettono di sopravvivere e di splendere della sua bellezza. Il Piccolo Principe quindi era responsabile della rosa e della sua vita, questo era ciò che la rendeva così importante per lui, ma era anche il motivo per cui alle volte “avrebbe voluto dimenticarla, ma in quel momento si rammentava di essere tutto per la rosa e se ne occupava di nuovo”.

Questo è ciò che accade nei rapporti con le persone alle quali vogliamo bene: ci piace sentirci indispensabili e responsabili per l’altro, è questo che rende così importante l’altro e la relazione, ma allo stesso tempo tutto questo sembra avere un costo per la nostra libertà fino a quando non ci accorgiamo che la vera libertà è quella di vivere le emozioni ed i sentimenti che sentiamo.

La separazione, per quanto dolorosa, è necessaria. “È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante”. Tendiamo a voler fare troppo per sentirci utili, a non dire mai di no, per essere accettati dalle persone, a non fermarci mai poiché gli stop della vita ci costringono a guardarci dentro.

Ma una pausa dalla nostra routine è sempre un toccasana per la nostra consapevolezza: ci aiuta a vederci con occhi diversi, a cambiare prospettiva, a farci domande nuove. Ci permette di entrare maggiormente a contatto con noi stessi. Solo in queste circostanze possiamo trovare la forza per vedere con chiarezza quali sono le nostre priorità di vita, cosa ci fa stare bene, cosa può farci crescere. Solo a questo punto possiamo scegliere i nostri no e i nostri sì in maniera facile e naturale, senza ragionamenti mentali ma solo grazie al nostro sentire, perché, d’altronde “l’essenziale è invisibile agli occhi”, no?

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Buon vento 😉

Federico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta

Terapie Brevi

Terapia a Seduta Singola

Ricevo a Monterotondo (RM) e ONLINE