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Prova a dire “tra”…

Prova a dire “tra”…

“Tra”_… si proprio quello della filastrocca “di-a-da-in-con-su-per-tra-fra”

Preposizione usata e strausata nella nostra lingua, di origine latina, tanto per cambiare.

“Tra”, nel senso di “attraverso, in mezzo”.

Quante parole conosci che iniziano con “tra”?

Trasparenza, trama, traballare, trasmettere, trascurare …

Tradire! 

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 E ora facciamo un gioco: proviamo ad associare a questo verbo che non ci piace per niente qualche parola con il medesimo suffisso. Il vocabolario ce ne fornisce ben 811. Non ci resta allora che provare, con il fine ovviamente di indagare le conseguenze del tradimento sulla psiche  del tradito e del traditore  e cercare una via di uscita, o di rimedio.

Trama: è quel sottile intreccio che si genera fra due persone che si attraggono e si amano. Assomiglia alla tela di un ragno, costruita meticolosamente, resistente, avvolgente, ma al tempo stesso sottile e fragile. La trama della ragnatela non è strutturata per sopportare eventi traumatici, che possono dunque spezzarla.

Trauma: lo abbiamo trovato nella frase precedente. Il tradimento è un evento fortemente traumatico, per chiunque. il solo sospetto tramortisce, per continuare a insistere con il suffisso “tra”. Il tradimento è per certi versi la più viscida delle azioni, perché va a colpire dritto al cuore della fiducia, della lealtà. Non solo il tradimento amoroso, erotico, di coppia, è traumatico, ma ogni tradimento, in amicizia, sul lavoro.

Trascuratezza: questo sostantivo c’entra di prepotenza in quanto costituisce un indizio. Quando vengono a mancare quelle attenzioni quotidiane, il desiderio a letto, quando si prolungano le assenze, quando non si nota più nulla nell’altro, da un cambiamento fisico o nel look piuttosto che nel comportamento, quando insomma si trascura la relazione e tutto quello che ci sta intorno, è possibile che il germe del tradimento stia lavorando.

Trasparenza: beh … è una parola! Se si mettesse seriamente in pratica la trasparenza in un rapporto, il tradimento non esisterebbe. La trasparenza è quindi associabile quasi a un miraggio, a un’illusione. E poi, siamo così sicuri che l’idea di una totale trasparenza all’interno di una coppia sia auspicabile? Anche la trasparenza va misurata e regolata, come un velo di pizzo su di una lampada, in modo da lasciare un soffio di mistero, di curiosità stuzzicante. Ma questo non ha nulla a che vedere con il tradimento, sia ben chiaro!

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Trappola: il tradimento è una trappola insidiosa e dolorosa, che comporta agonia. 

Trapezista: il tradimento, al di là del giudizio etico, è comunque parecchio rischioso e faticoso, come un’esibizione al trapezio senza rete. Un esercizio di equilibrio e autocontrollo che va ben oltre le comuni attitudini. 

Trapelare: è un passaggio pressoché inevitabile. La verità finisce per trapelare in un modo o nell’altro, e a corrodere i punti più sensibili e vitali della relazione.

Ok, il gioco potrebbe andare avanti non dico all’infinito, ma quasi. Magari puoi provarci anche tu,  proporre il tuo accostamento “tra-tra” e postarlo nei commenti. Chissà che risultato interessante ne nascerebbe dal riunire insieme tutte le proposte!

Quello che va ben chiarito, e ribadito, è l’intrinseca stupidità del tradimento. Sì, tradire è un atto estremamente stupido; è come mettere a rischio per puro gioco l’intero proprio patrimonio con la consapevolezza di rimanere con il culo per terra.

Che cosa significa però tradire? Esiste una linea che demarca il limite oltre il quale si concretizza il tradimento, oppure esso già nasce con il pensiero?

Insomma, parlando senza peli sulla lingua, è tradimento solo se si finisce per scoparsi l’altro/l’altra oppure lo è già il solo desiderio di farlo?

È forse vero che la percezione del tradimento presenta sfumature diverse da persona a persona, e altrettanto lo è che essa cambia in relazione ai tempi. Oggi l’atto del tradire si è “arricchito” (il virgolettato è d’obbligo) della forma virtuale. Probabilmente l’idea dell’assenza del contatto fisico, di una reale conoscenza di persona in alcuni casi neppure tanto rari, farebbe ridere le donne e gli uomini di altri tempi, portandoli a sminuire l’atto di un tale tipo di tradimento.

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Non oggi. In un mondo in cui il virtuale viaggia in parallelo al reale, scavalcandolo frequentemente, nascono rapporti fortissimi che viaggiano in chat. La stessa natura del rapporto sessuale è cambiata: mani che indugiano sui tasti come se fossero pelle, parole che nascono lettera dopo lettera e che possono essere cancellate a piacere, occhi che carpiscono immagini photoshoppate o video con la retroilluminazione di una supernova, ma non importa perché quello che attrae è l’idea, non il reale. E ancora la facilità di appuntamenti, diurni, notturni, nel bel mezzo di una cena, da consumarsi in bagno per un bisogno improvviso o persino sulla federa del cuscino, mentre la nostra metà ci dorme accanto. È una forma di tradimento che neppure il lockdown più intransigente è in grado di frenare.

È vero tradimento questo? L’erotismo attraverso il web è accostabile al sudore mescolato di due corpi che si uniscono? 

Sì, lo è. Se il tradimento è l’infrazione di un patto di amore e fiducia, anche quello virtuale è tradimento, ammesso che comporti un coinvolgimento emotivo e non sia un semplice gioco sporadico.

 Tradimento è un termine prestato agli amanti dal linguaggio militare. Letteralmente significa “dare oltre”, nell’accezione di “consegnare al nemico”.

È quindi chiaro come un nemico immateriale sia addirittura più difficile da affrontare di uno in carne ed ossa. Il tradimento che caratterizza i rapporti virtuali genera una situazione di stress addirittura maggiore che non le classiche e consolidate “corna” (è odioso questo termine, e odioso mi è l’usarlo, però indubbiamente ha un effetto consolidato). Quanta crudeltà c’è in un segreto racchiuso in un cellulare? È quasi come se il tradimento avvenisse sotto i nostri occhi senza che però noi lo potessimo vedere; è come se l’amante vivesse con noi, dentro la nostra casa, sotto le nostre lenzuola, alla nostra tavola, sotto una tenda nera che fa da scudo. 

“Non sono turbato perché mi hai tradito, ma perché non potrò più fidarmi di te” … L’ha detto Jim Morrison, ed è pienamente condivisibile. Ecco allora che diventa vitale, qualora si sia incappati nella trappola (altra parola con il suffisso “tra”) del tradimento, lavorare sulla ricostruzione della fiducia, che necessariamente prende l’avvio dal restauro di noi stessi, delle nostre debolezze e dei nostri desideri, nonché della capacità di reazione.

Con la psicoterapia sarai in grado di farlo. 

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Mi trovi a Monterotondo, se preferisci il contatto diretto, oppure semplicemente on line, dove non esistono confini.

Se comunque vogliamo trovare una spiegazione alla ricerca dell’amore sul web, questa frase può forse esserci di aiuto:

Samuel Johnson“Il nostro animo è incline a fidarsi di coloro che non conosciamo per questa ragione: essi non ci hanno ancora tradito”.

Buon vento

 

Federico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta

Terapie Brevi

Terapia a Seduta Singola

Ricevo a Monterotondo (RM), Fonte Nuova (RM) e Online