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De-siderio

De-siderio

Desiderio

Che bellissima parola! Morbida nel suono come una carezza, fluente, difficilmente urlabile. Sì, ci sono parole difficili da gridare. Fra queste c’è “desiderio”. Prova … La voce si ferma alla prima sillaba, poi inevitabilmente si abbassa e addolcisce.

Anche nel relativo verbo non c’è arroganza. Ancora ti chiedo di sperimentarlo: poniti di fronte a uno specchio e pronuncia a voce alta “desidero”. Ora prova con “voglio” e fai le tue considerazioni. Anzi, sarei veramente grato se me le scrivessi, in privato se preferisci, oppure pubblicamente su fb in un commento che potrebbe dare il via a un interessante contraddittorio.

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Ora immagina di contemplare un cielo notturno e trovarlo senza stelle. Ecco il “desiderio”.

Forse già conoscevate l’origine, l’etimologia, di questa parola, ma la sua bellezza è tale che vale la pena di ricordarla comunque.

“De” + “sidus”, “de-siderio”, ovvero “mancanza di stelle”. La conoscenza di un significato senza una spiegazione resta tuttavia cosa un po’ sospesa nel limbo dell’erudizione da secchione della classe. La mancanza di stelle da cui nasce il termine “desiderio” prende origine dalla pratica dell’indagare il futuro degli antichi indovini romani (aruspici, tanto per fare felice il secchione che alberga in ognuno di noi) attraverso l’osservazione degli astri.

Prima che qualche latinista scatti dalla sedia oppure esca dalla tomba come in Thriller di Michael Jackson, quella a cui faccio riferimento, ovvero “mancanza di stelle” non è una traduzione letterale. Il “de” latino può avere diverse accezioni, negative, come qui intesa, ma anche di moto, che farebbe propendere verso un tuttavia meno incisivo “attraverso le stelle” … però, scusate, a noi, sotto sotto e nello specifico del nostro contesto, che ce frega? Lasciamo stare il “de” e concentriamoci sulle “stelle”.

Un cielo privo di stelle è solo un’illeggibile pagina nera su cui è difficile anche soffermarsi a scrivere.

È invece volgendo gli occhi al disegno luminoso del firmamento che esprimiamo i nostri sogni e le speranze. Ed è quando una stella nel nostro immaginario “cade” sulla terra, ovvero scende al nostro livello, che crediamo alla concreta realizzazione di quel desiderio.

“Il mondo è piccolo, la gente è piccola, la vita umana è piccola. C’è solo una grande cosa – il desiderio.”

Scrive Willa Cather.

Il desiderio presuppone la condizione della mancanza ma anche quella della conoscenza. Si desidera ciò che ci attrae e che non si possiede, anche solo temporaneamente o per un breve periodo. Si desidera ciò che si è già posseduto o si è perso.

“Desideriamo ciò che vediamo ogni giorno” suggerisce in un’intensa scena del film Il silenzio degli innocenti lo psichiatra Hannibal Lecter alla giovane agente Clarice, offrendole la chiave della soluzione.

Come posso desiderare una spiaggia caraibica se non ho mai avuto modo di vederne lo spettacolo dei colori, e come potrei desiderare una pizza, una torta o una birra fresca se non avessi conoscenza della loro bontà?

È in fondo questa l’anima della pubblicità: mostrare, anche il più sfacciatamente possibile, allo scopo di rendere pesante, quasi fastidiosa, la mancanza di un determinato oggetto, scatenare il piacere e innescare il desiderio.

Desiderare è un sentimento fortemente umano, materiale, istintivo. È molla, stimolo, motore di molte nostre azioni e comportamenti. È anche fonte di tormento e frustrazione se mal gestito.

Epicuro, che sull’argomento “piacere” era piuttosto ferrato, afferma che accanto al pugno di desideri naturali condivisi con il resto del mondo animale (mangiare, bere, dormire …), l’uomo possiede una serie di aspirazioni né naturali né necessarie, fra le quali il potere, la bellezza, la ricchezza, il lusso e ovviamente il sesso inteso non come istinto di accoppiamento ma come passione erotica. Affinché ciò accada entrano in gioco parecchi altri ingredienti nella complessa e affascinante mente umana: pensieri, sentimenti, fantasie, strategie.

Il sesso senza desiderio sessuale è solo un movimento pelvico che può addirittura essere faticoso e fastidioso, così come il cibo che può trasformarsi in una meccanica e sgradevole azione di nutrirsi. Da qui tutte le problematiche connesse alla sfera sessuale e alimentare, sempre più diffuse nella nostra società.

È dunque molto importante mantenere vivi gli stimoli mentali, imparare a giocare con essi e attraverso di essi, accendere i meccanismi del desiderio e gustarne il sapore.

E ora veniamo a noi.
In questo periodo di isolamento forzato quanto avete desiderato?

Quanto e cosa? Quali sono stati gli effetti? Chi di voi non ha potuto vedere, toccare, odorare il proprio partner?

Sono giorni in cui cominciamo a rigustare tutte quelle piccole cose meravigliose che però la consuetudine aveva reso insapori. Un gelato o una pizza negati e desiderati per due mesi assumono un gusto diverso, magari deludente, ma sicuramente più autentico. La vicinanza di un amico, l’abbraccio di un familiare, il sedersi in un prato, persino il lavoro e la scuola hanno assunto un gusto nuovo. È il desiderio l’autore di questo cambiamento.

Il desiderio fa fiorire ogni cosa; il possesso rende tutto logoro e sbiadito.

Afferma Marcel Proust.

Presto riavremo il possesso di tutto. La nostra società è così, è questo, ed è una grande conquista sociale e democratica. Non vi sto dunque affatto chiedendo di non apprezzare l’accesso diretto e relativamente facile ai piccoli e grandi piaceri della vita, eros compreso.

Quali strategie possiamo però mettere in atto per mantenere vivo lo stimolo, il desiderio, in modo da riuscire a vivere una vita che sia sempre a colori?

Possiamo anche parlarne on line, attraverso i diversi canali di contatto che ho attivato.

In questo momento dalla finestra del mio studio godo di una fantastica visione di Monterotondo. Sarebbe facile abituarsi al verde intenso, al cielo limpido, al canto primaverile delle rondini. Sarebbe facile smettere di vederli e sentirli solo per abitudine. Però, se ciò accadesse sarebbe solo la mia percezione a mutare; il verde, il cielo e le rondini conserverebbero comunque il loro meraviglioso potenziale.

A proposito … a desiderio sessuale come siete messi? Che ne dite se ne parliamo alla prossima?

Intanto concentratevi sul desiderio. Osservate il cielo e le stelle questa sera.

Buon vento 😉

 

Federico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta

Terapie Brevi

Terapia a Seduta Singola

Ricevo a Monterotondo (RM), Fonte Nuova (RM) e ONLINE