fbpx

Oltre il tuo giardino

Home / Psicoterapia / Oltre il tuo giardino
Oltre il tuo giardino

Non esiste miglior giardiniere di colui che riesce a mantenere viva ogni singola foglia. Non basta annaffiare, anzi spesso è inutile e addirittura dannoso; il buon giardiniere è abile soprattutto a potare, tagliare là dove non c’è più vita o non potrà più esservi.

Così ciò che invece è in crescita avrà spazio per espandersi e respirare; e allora nasceranno germogli.

 

 

Metafore. Sto diventando schiavo delle metafore, me ne rendo conto, ma le trovo terribilmente efficaci.

Del resto altro non è che vita spiccia: chi non ha avuto una piantina e non l’ha curata con attenzione? È la stessa necessità di mantenerla viva che ti ha insegnato che le regole sono poche, ma ferree:

  • non eccedere con l’acqua, altrimenti la soffochi;
  • mantienila pulita dalle parti ormai morte, perché anche le cose morte soffocano.

Quante volte però tagliando hai trovato un po’ di resistenza?  Quel ramo che appariva secco quasi sembra non volerne sapere di essere amputato, e quando finalmente ci riesci, vedi al suo interno un barlume di verde umido, capisci che era vivo e ti si spezza il cuore.

Questo è un rischio, e solo l’esperienza del bravo giardiniere può evitare l’errore: tagliare un ramo solo perché ci appare morto spesso è superficialità, inesperienza, e l’intera pianta ne soffrirà, forse fino a morirne.

Non tutto ciò che è vivo è turgido e vibrante, non tutto ciò che è morto si presenta nero e scheletrico. Ci scontriamo con l’apparenza, della quale siamo spesso schiavi.

Se la tua vita fosse una pianta e tu il giardiniere, come sarebbe?

1.In vaso, curata da mani amorevoli che ne lucidano le foglie e le danno il giusto concime tastandone l’umidità del terriccio?

 

 

 

 

2. Oppure in serra, a gara con molte altre uguali per vedere quale sia la più bella, in mostra e in attesa di fare colpo su qualcuno che la scelga?

 

 

3. O ancora, libera in un giardino perfettamente curato, ma comunque scoperta alle intemperie?

 

 

 

4. E se invece rifiutassi ogni cura e scegliessi di vivere selvaggia nel bosco, secondo le sole regole di madre natura?

 

 

 

 

Prova a pensarci, è una specie di quiz, di quelli che da sempre divertono senza impegno ma nei  cui risultati finiamo sempre per riconoscerci.  Se ti va di continuare il gioco scrivi su fb  il numero della risposta e proverò a darti il responso. In fondo può essere una bella distrazione anche da spiaggia!

Ma non perdiamoci, non era precisamente questo l’argomento che volevo trattare, bensì la capacità di capire quando, dove e soprattutto se, bisogna tagliare, per evitare errori e inganni.

Ti chiedo allora di fare un esercizio. Ricordi cosa ho detto nell’articolo della scorsa settimana? Ho messo l’accento sulla straordinaria forza della capacità di astrazione. Bene, ora possiamo continuare; ti faccio anche presente che questa tecnica viene anche usata nelle scuole di teatro, per aiutare la concentrazione e l’immedesimazione.

  • Immagina di essere una pianta; scegli quella che preferisci, purché sia grande e maestosa.
  • I tuoi arti inferiori entrano nel terreno, si ramificano e vi si espandono.
  • Ora riescono a succhiare dalla terra l’energia vitale.
  • Essa risale lungo il tuo corpo, prova a sentirla …
  • Allarga le braccia e immagina che diventino rami che si estendono e allargano nell’infinito in ogni direzione; al loro interno scorre la linfa vitale, fino alla punta.
  • Godi di questa sensazione d’immensità.

Ti è piaciuto questo esercizio? Ripetilo spesso, perché ciò che si presenta vivo oggi non è detto che lo sia ancora domani, e taglia senza rimpianti.

Non ci riesci? Beh, e allora io che ci sto a fare?

Ovviamente stiamo parlando di radici, di presente e di futuro; sta a te capire dove il canale è ormai secco. Ci sono radici ormai morte, non più in grado di assolvere la loro funzione, e canali che attraversano il tuo corpo che si sono seccati, così come i rami, non più in grado di espandersi o germogliare.

 

 

Ecco, è lì che devi immedesimarti nel buon giardiniere, che pota, recide; il ramo secco può essere un semplice ricordo che sta imputridendo in rancore o rimpianto, oppure un rapporto che è inutile tentare di resuscitare a meno che non si voglia convivere con gli zombie, se non un tentativo di cambiamento, lavorativo, di vita, affettivo, fallito, tipo quando si tenta un rinvaso o un innesto che non vanno a buon fine.

 

Ricorda che un ottimo alleato nella tua opera di pulizia, oltre che in me lo puoi trovare nel vento.

E allora che il vento ti sia favorevole!

 

 

Federico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta

Terapia breve

Terapia a Seduta Singola

 

CONSIGLI DI LETTURA … e non solo!

Nardone G. (2009), Problem solving strategico da tasca, Ponte alle Grazie

Oltre il giardino, film del 1979 con Peter Sellers il quale interpreta un giardiniere che, conoscendo solo le tecniche di giardinaggio, viene scambiato per un saggio che parla per metafore e tenuto in grande considerazione! Intelligente e divertentissima pellicola. Da vedere!