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La madre di tutte le domande

La madre di tutte le domande

E siamo nel pieno di quei giorni in cui una gran parte degli uomini del pianeta sa che se avesse un deserto davanti ai piedi, gli converrebbe cominciare a correre.

Non è un articolo sessista, per cui deponete subito le armi. Sessismo, maschilismo non c’entrano un fico secco e sono quanto di più lontano e schifoso ci sia dal sottoscritto.

Il fatto è che oltre a essere un semplice essere umano e uno psicologo, sono casualmente anche un uomo, e fra le varie rogne che un uomo nella vita deve affrontare in quanto genere maschile, oltre al rito della barba, la minaccia della calvizie (silenzio e tatto, per favore!) e il rischio di merlite passati i cinquanta, c’è pure la fatidica domanda …, la madre di tutte le domande!

Avevamo sperato che quest’anno l’avremmo scampata, complice un provvidenziale lockdown balneare oltre ferragosto. E invece no. Lei ti guarda e tu riconosci quello sguardo già inc–zato “a prescindere”.

Vorresti con tutta l’anima che fosse perché ha scoperto che hai intasato la doccia, oppure che hai disegnato le corna, i baffi e il porro peloso sulla foto di sua madre. Tutto sarebbe più serenamente affrontabile del …

“Secondo te … sono ingrassata?”

Deglutisci amaro, la lingua diventa pastosa, qualche goccia fredda scintilla sulla pelata o laddove un giorno, prima o poi (fidati!) ci sarà una pelata.

 

 

Le strade possibili sono due: o “sì”, oppure “no”.

C’è n’è una terza … Dire la verità! Impraticabile però perché la verità sarebbe un semplicissimo “Non so, non mi pare”. Ma avete idea di quale sia la traduzione letterale di “Non so, non mi pare”? A seconda delle scuole di pensiero, ma anche semplicemente dall’umore, varia da “Ecco, neppure ti accorgi di me” a “Quindi vuoi dirmi che sono ingrassata!”. Neppure viene contemplata l’ipotesi che quel corpo, che conosciamo meglio del cruscotto della nostra macchina (quanti stereotipi sto snocciolando! Tranquilli, è voluto.), ci piace così, lo amiamo per com’è ma anche per l’idea che ne abbiamo nella testa, e di un paio di etti in più o in meno neppure ce ne accorgiamo.

Per tirare le somme, l’ipotesi “dire la verità” è roba solo per adrenalinici amanti del rischio estremo. Ai comuni mortali resta solo la scelta fra il “sì” e il “no”. E il sottoscritto, in qualità di psicologo ma anche comune mortale di sesso maschile, ha deciso di esprimere tutta la sua solidarietà e dare ogni supporto ai suoi simili in questa difficilissima parentesi di vita, a costo di dovermi tuffare nella più bieca e trucida accozzaglia di luoghi comuni e stereotipi che mai abbia infestato i miei articoli.

Proviamo allora a scegliere insieme.

 “No” (fra le due è certamente la scelta più paracula, ammettiamolo)

“Stronzo!” (la risposta non stupisce più di tanto; addirittura potremmo definirla scontata), “Si vede benissimo che pensi che sono ingrassata, solo che sei troppo vigliacco per ammetterlo”

No, non provate a inseguirla, a giurare su vostra (tantomeno sua) madre che è assolutamente vero che non la trovate ingrassata neppure di un grammo e altre piaggerie più o meno sincere. Tanto non è finita; tornerà alla carica a stretto giro d’orologio: “Quindi? Sii sincero una buona volta nella vita. Sono ingrassata sì o no? E non dire no!”

 

 

 

 “Sì”.

È questa la scelta dei coraggiosi, dei folli, dei masochisti, dei curiosi. A fronte di questa sillaba può succedere di tutto, garantito è comunque, analogamente all’ipotesi del “no”, l’epiteto “Stronzo!”

Insomma, ho scherzato, tutto al fine di arrivare, divertendoci, alla domanda:

ci interessa realmente conoscere la verità?

Innanzitutto bisognerebbe sapere se esiste o meno questa benedetta verità, se essa sia assoluta e rigida oppure plasmabile, malleabile.

La “verità” è uno di quei concetti forti, che arrivano dritti e secchi come una freccia, o una frustata che sibila nell’aria, al tempo stesso leggero, inafferrabile , vagamente sospeso, come “bontà, etica”.

 

Un concetto che fatica a restare dentro uno schema.

Spesso confusa con la sincerità, che è tutt’altra cosa, la verità diventa scomoda e ipocrita. Insomma, per tornare alla scenetta con cui abbiamo aperto, se durante il lockdown ti sei magnata pure i fiori della terrazza con tutto il vaso ma io ti amo al punto di neppure accorgermi dei tuoi chili di troppo, rispondendo di no sarò sincero ma non è la verità.

Non cerchiamo né verità né la sincerità, ma il suono piacevole o doloroso (dipende dal soggetto) di ciò che vogliamo sia detto. Vogliamo conferme, esattamente come quando ci guardiamo allo specchio e vediamo l’immagine precostituita di noi che alberga nella nostra mente. Se la risposta differisce, c’incazziamo.

Le domande che pretendono verità in realtà non sono domande, ma risposte con il punto interrogativo.

E allora che fare?

Se l’interlocutore è la nostra stessa mente, beh, posso suggerirti di metterti a nudo e fare un’analisi critica, talvolta pure spietata, della situazione. Io sono qui per questo, per aiutarti a trovare più punti di accordo possibile con la tua mente, e anche per instaurare con essa uno scambio di opinioni. Mi trovi on line, così da non doverti neanche muovere dal divano o da quella splendida spiaggia dove ti stai crogiolando al sole, oppure qui, a Monterotondo, guardandoci dritti negli occhi.

Se invece l’interlocutore è colei che ti ha chiesto “Sono ingrassata?”, la risposta è … guarda quanto spazio libero hai di fronte e comincia a correre. Se poi ami le sensazioni forti e il rischio, lascia che t’insegua, e quando ti acchiappa dille che è perfetta, aveva solo bisogno di un po’ di moto!

Mi sono permesso di scherzare perché conosco l’estrema intelligenza delle donne, la loro raffinata ironia malgrado il giusto desiderio di rompere questi stupidi schemi estetici da bar dello sport. Però anche perché quello che ho descritto è assolutamente vero, per la miseria, e se fra di voi c’è una donna che pone questa domanda al partner senza intenti belligeranti, o per sapere realmente se ha un paio di etti di troppo, si faccia avanti, la prego! No, non lo dico da psicologo, ma da uomo: da sempre fate questa domanda per farci sudare!

Buon vento

 

Federico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta

Terapie Brevi

Terapia a Seduta Singola

Ricevo a Monterotondo (RM), Fonte Nuova (RM) e Online