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Cosa succede in mancanza di luce?

Cosa succede in mancanza di luce?

Cosa succede in mancanza di luce?
«Non si vede un …, Federico!»
No, risposta sbagliata.
Dal momento che l’assenza di luce non è mai totale, gli occhi in breve si abituano all’oscurità, anche alla più pesta e nera. Dopo un primo momento di cecità incominciano a creare dei varchi e a intravedere. Se l’ambiente è noto si aggiunge una sorta di “visione della memoria” che ci fa muovere con relativa facilità e che con altrettanta facilità ci porta a riconoscere le forme come se le vedessimo alla luce naturale.
Quello che invece succede con le tenebre è l’appiattimento della realtà, la riduzione a due sole
dimensioni degli spazi.
È la luce a rendere tridimensionale e particolarmente bello ciò che ci circonda, a renderlo pieno, avvolgente e avvolgibile, colorato, alla vista morbido, oppure rigido.
Lo sa bene chi dipinge, così come i fotografi: giochi di luci e ombre che proiettano l’immagine oltre la superficie del supporto (carta, tela, muro) e donano l’illusione di una rotondità non posseduta realmente.

Perché vi sto raccontando questo?
Perché qui troviamo una delle spiegazioni per cui di notte, nel buio, i nostri problemi si ingigantiscono e ci appaiono insormontabili. Non solo di notte; anche di giorno quando il buio non è nell’atmosfera ma nella nostra mente.
Torniamo allora un attimo sugli effetti plastici della modulazione di luci e ombre.
Pensiamo a un ostacolo. Tutti ne abbiamo uno, reale o immaginario.

Un ostacolo è un qualche cosa, un pensiero, una situazione, che si frappone fra noi e il cammino che abbiamo di fronte. Naturalmente è arduo, difficile, imponente, altrimenti non sarebbe un ostacolo. Tuttavia esiste la possibilità di eliminarne il potenziale frenante, superandolo, demolendolo, oppure semplicemente aggirandolo.
Questo però a condizione che abbia una sua specifica “corposità/plasticità”.
Quando invece quell’ostacolo si riduce a un’immagine piatta, una sorta di proiezione, diventa inattaccabile e invincibile.

Impossibile penetrarlo, demolirlo, superarlo, aggirarlo. Impossibile affrontarlo e persino studiarlo per conoscerlo.
È questo che succede nella notte, quando veniamo tormentati da pensieri che riusciamo solo a osservare e non a toccare, maneggiare; questo succede soprattutto quando, come dicevo, nel nostro animo s’insinua la notte, e la luce viene meno.
Forse è per questo che il buio ci sta un po’ sulle palle per DNA, sin dalla nascita, al punto di averne addirittura paura.
L’uomo è fatto per la luce, nella quale riesce a muoversi con padronanza e facilità. I nostri occhi sono fatti per la luce, nella quale riduciamo gli sforzi. La nostra mente è fatta per la luce, dalla quale ricava conoscenza attraverso l’osservazione. Nella luce si svolgono e consolidano i rapporti interpersonali. Nelle tenebre si è soli.
A ogni notte comunque succede il giorno, e con esso la possibilità di vedere l’ostacolo nelle sue reali dimensioni. Aggiungiamo anche che questo è solo uno degli aspetti del buio, della notte, quello più pesante, l’unico dai contorni inquietanti. La notte e il buio in verità sono utilissimi e necessari perché portano riposo, sogni, quiete, amore; tutti quegli elementi essenziali per una corretta ed efficace ricarica.
Ben diverse sono le tenebre che calano sulla psiche. Esse non rispondono a cicli naturali e forte è il rischio che non spariscano da sole; esse non hanno alcuna funzione benevola e di ristoro sul nostro organismo, ma generano solo ombre e fantasmi piatti, senza volume, appartenenti a una dimensione a noi estranea.
Il buio interiore è quello che porta a chiudersi in compagnia dei propri fantasmi, che spessissimo hanno il nostro volto. In quel buio gli ostacoli si moltiplicano; tutto può diventare ostacolo. Il fatto di non riuscire a superarli diventa una sorta di alibi di cui nutrirsi e un ulteriore motivo di chiusura al mondo. È in questo momento che il rischio di perdere il controllo della realtà diventa reale.

Non c’è presa di consapevolezza senza dolore. Le persone sono in grado di fare qualsiasi cosa, per quanto assurda, pur di evitare di affrontare la propria anima. Nessuno si illumina fantasticando su figure lucenti, ma prendendo coscienza della propria oscurità”.
-Carl Jung-

 

Siamo mescolanza di lucentezza e oscurità.
Dobbiamo allora imparare ad avere un giusto equilibrio fra luci e ombre, e vivere pienamente in tutte le dimensioni che ci appartengono.
Le ombre sono le negatività: i fallimenti, le paure, l’invidia, la gelosia, l’egoismo, i problemi.
Le luci sono tutto ciò che di bello possediamo: gli affetti, l’amore, le emozioni, i successi, i sogni.
Equilibri, non sempre facili da mantenere. Vi sono infatti momenti, troppo pochi purtroppo, in cui le luci annientano le ombre. La definiamo felicità.
Molti di più sono quelli in cui è il carico di ombre a neutralizzare gli effetti benefici delle luci. E qui subentra la disperazione, e la conseguente incapacità di reazione e risalita.
Il buio assoluto non esiste. La luce assoluta neppure, almeno nella nostra condizione di esseri materiali e viventi. Luce e ombra coesistono e giocano una sorta di nascondino l’una con l’altra nei vari momenti della nostra vita.
Quando però ci accorgiamo di non essere più in grado di opporci alle ombre, è importantissimo intervenire con rapidità per impedire di trasformarci, da attori, in semplici spettatori di una proiezione in cui il lieto fine è messo in discussione.

La psicoterapia è la strada per ritrovare le luci e rimettere a posto le ombre, forse non l’unica ma certamente efficace e di facile accesso. Non sono le fonti luminose a venir meno, ma la nostra capacità di farne uso, e persino la voglia di provarci e riaccenderle.
Viviamo un momento storico e sociale in cui è ancora più facile del solito cedere. Se l’accesso alle consuetudini della vita è limitato, se di fronte ad alcuni desideri troviamo le saracinesche abbassate, così non è per la cura della propria mente.
Paradossalmente è possibile che lockdown stimoli il desiderio di un reset interiore, e che le modalità di accesso alla psicoterapia on line rappresentino una valida spinta a sperimentare questa strada.
Di seguito alcune informazioni, e il link, su come, e anche perché, mettersi in contatto con me.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I mezzi, e-mail, Whatsapp, Skype, li possediamo ormai tutti.
Il tempo … in questo preciso frangente storico … pure.
Le chiacchere? Le scuse? Stanno a Zero!
Buon vento

”Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d’ombra e di luce”
-Lev Tolstoj-

Federico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta

Terapie Brevi

Terapia a Seduta Singola

Ricevo a Monterotondo (RM), Fonte Nuova (RM) e Online