Prendi una donna…

…Trattala male

In parecchi la scorsa settimana avete risposto e devo dire, pure apprezzato l’argomento. Non si tratta di semplice attrazione per il turpiloquio ma di una vera e propria necessità che ci coinvolge e unisce in un solo unico desiderio: proteggersi dagli stronzi. Che se poi li mettiamo tutti assieme, quelli che ci sono capitati fra i piedi nella vita intendo, potremmo quasi mettere su un nuovo quartiere in città.

Come avevo accennato, ma aggiungerei che in materia ne sapete almeno quanto me, la categoria dei suddetti è alquanto ampia.

Ci siamo per ora limitati a delineare quelli che si vestono di anaffettività ma niente paura, perché pure se di anaffettivi non ne avete mai conosciuti, di sicuro di stronzi col botto sì, incontestabili rappresentanti delle più variegate ed estese categorie sociali ed emotive.

C’è una specie di collezione di moda stagionale nella quale sfilano a testa alta e pure parecchio spocchiosi come loro conviene gli stronzi di tutto il mondo: collezione autunno inverno 2018-2019 uomo/donna, in versione casual, aperitivo e sera.

In realtà i modelli sono più o meno gli stessi da sempre ma l’anima del commercio si sa come funziona: gioca proprio su di una sorta di fragilità del ricordo e labilità della memoria che abbiamo nel DNA, e così si ripropone sempre identica solo giocando su colori e accessori.

Vediamo un po’ come se la cava la categoria in amore, che ne dite?

 Collezione donna.

Non si capisce bene perché ma è sempre bella. Lo confermano le canzoni senza tempo, dalla Bella senz’anima di Cocciante alla Bella stronza di Masini, passando per l’intramontabile Malafemmina di Totò e indugiando su Jessica Rabbit.

La stronza è bella perché fa dannare l’anima, ammalia, schiavizza e pure ci gode un casino nel vedere la sua preda annientata.

“Sta faccia d’angelo te serve pe ‘ngannà” afferma Totò

“… e adesso spogliati” continua Cocciante, aggiungendo “Io non ci casco più!”. Sì certo, ci crediamo, fidati!!!!

“Non è colpa mia se mi disegnano così” si giustifica la signora Rabbit;

 “e allora ti saluto… bella stronza” chiude Masini.

Sì, la stronza in amore è bella, pure quando viene definita brutta. Nasce e resta il dubbio, un po’ come quello dell’uovo e la gallina: è stronza perché è bella oppure ci è nata proprio a prescindere? Insomma, ci è o ci fa?

Alle vittime l’ardua sentenza.

 

 

Collezione uomo.

Qui la faccenda s’inverte. Lui è sempre brutto!

“Brutto stronzo!”, sì, brutto a prescindere dall’avvenenza fisica. 

 Lo stronzo in amore è plurisfaccettato ma sostanzialmente, appellandoci ancora una volta ai classici della musica, un grandissimo paraculo vigliacco.

“Parole, parole … caramelle non ne voglio più. Le rose e i violini rifilale a un’altra” suggerisce l’intramontabile Mina.

“donne a un telefono che non suona mai” rincara Zucchero 

“E dalle macchine per noi i complimenti del playboy, ma non li sentiamo più se c’è chi non ce li fa più” canta triste la Mannoia

“L’importante è finire” ribadisce Mina.

Tra tutte c’è però una canzone che per quanto ormai vecchiotta le batte tutte nel disegnare alla perfezione il caso psicologico dello stronzo seriale.

Ha un titolo che di per sé è un capolavoro: Teorema, ovvero una dimostrata logica a partire da postulati o assiomi.

Una sorta di Bibbia dello stronzo, e scommetto che pure i più giovani tra di voi la conoscono.

“Prendi una donna, trattala male, lascia che ti aspetti per ore … quando la chiami fallo come fosse un favore” cantava Ferradini ed era il 1981!

“Dosa bene amore e crudeltà … fuori dal letto nessuna pietà”

E dopo di ciò cosa dovrebbe succedere? 

“E vedrai che ti amerà”

Ma come era venuta in mente una simile boiata al protagonista del brano?

Semplice, almeno così fa intendere il testo, perché scottato da una precedente esperienza, guarda caso proprio con una di quelle stronze col botto di cui abbiamo parlato prima che si era divertita con lui per poi mollarlo come uno stoccafisso.

Insomma, un gatto che si morde la coda, un circolo vizioso, una giostra … di stronzi in cui vince non il più forte ma il più stronzo.

Il problema reale è che invece purtroppo molto spesso l’universo maschile è ancora legato a questo assioma di sapore medievale se non un po’ vichingo, dell’Attila flagello di Dio che trascina la donna per i capelli, o meglio per il cuore e l’anima. Una sorta di vampiro che si nutre di lacrime e amore.

Non so se la colpa sia di Ferradini ma in effetti molti uomini sono ancora convinti che per essere virili bisogna far soffrire le donne. 

Eh, ma io no! Cosa dici Federico? Obietterete.

Lo so che non sei tu a essere così ma questo non sposta di una virgola il problema.

Per qualche arcaico motivo molti ritengono che le donne siano attirate dagli stronzi, e così, pur magari non essendolo di natura e dovendo fare un certo sforzo per diventarlo, s’impegnano fino a riuscirci, e salgono sul podio del vincitore quando finalmente vedono spuntare quella lacrima che ne decreta il successo.

E invece no, non funziona per niente così.

 “Prendi una donna, trattala male” e stai sicuro che lei non ti amerà e pure farà le valigie. E farà bene!

 

 

Domani è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Ricorda, la violenza non è solo quella fisica, che è reato e richiede manette e una cella chiusa a doppia mandata, violenza è sopraffare, far soffrire, ignorare, ferire, offendere, annullare, far piangere, mancare di rispetto, di attenzione, di gentilezza. Violenza è uccidere l’amore di chi ti sta vicino, anche per un atteggiamento da “duro” o per antico e anacronistico maschilismo.

La violenza è insita nell’essere stronzi ma nella categoria maschile spesso si somma.

  • Quando arrivi a casa e ignori i silenzi della tua donna sei stronzo.
  • Quando le neghi un complimento o una parola che la farebbe stare bene sei stronzo.
  • Quando credi che sia lecito chiedere a una donna di venire a letto con te perché le offri un posto di lavoro, sei stronzo.
  • Quando in discoteca ti fai una che ci sta ma poi non rispondi quando ti chiama, e ne ridi con gli amici dicendo che ti sei fatto una puttana, sei un grandissimo stronzo.
  • Quando la tradisci, magari anche di malavoglia, solo perché un uomo non può dire di no, sei stronzo.
  • Quando credi che arrivando a casa con un fiore e due cioccolatini appiani e cancelli tutto, sei stronzo.

 Sei solo un uomo, non sei Dio! E senza la donna, ricorda, neppure ci saresti. 

Scendi dal trono. Non farti servo perché nessuno nasce né servo né schiavo, ma non nasce neppure né re né padrone.

“Senza l’amore un uomo che cos’è? È questa l’unica legge che c’è” Concludeva il suo Teorema Ferradini, e aveva sacrosanta ragione, accidenti!

E allora domani onoriamo tutti insieme questa giornata proponendoci di essere noi stessi, liberandoci dai retaggi, perché l’essere stronzi non rende nessuno e nessuna né più belli né più fighi né più forti.

Tiriamo l’acqua, perché questa è l’unica azione che si addice, sulle nostre paranoie e sui cliché e facciamo in modo che un buon vento li spazzi via per sempre.

Buon vento sempre, e ricordate che non siete sole/i: la psicoterapia vi porge la mano, afferratela.

 

pastedGraphic.pngFederico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta

Terapie Brevi

Terapia a Seduta Singola

Ricevo a Monterotondo, Fonte Nuova e Online

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